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L'ortocheratologia è sicura come le lenti a contatto giornaliere

L'ortocheratologia è sicura come le lenti a contatto giornaliere

Sappiamo da sempre che l’ortocheratologia è efficacie sia nel correggere la miopia sia nel rallentarne la progressione in età pediatrica e adolescenziale; su questi due aspetti, se vogliamo, quasi non servirebbero ulteriori conferme visti i numerosi studi scientifici già pubblicati che ne affermano tale duplice validità.

Fino ad oggi restava aperta però la discussione in merito alla sua sicurezza in termini di rischio di infezioni, a causa di alcuni studi precedenti che ne sospettavano una maggiore incidenza di cheratite rispetto ad altre tipologie di lenti a contatto ad uso diurno, seppur questi lavori non avevano mai analizzato grandi numeri.

Adesso, invece e finalmente, disponiamo del più ampio studio scientifico in campo internazionale e fatto sulla base di un database di 23 mila applicazioni condotte secondo protocolli di sicurezza e responsabilità congrui alle cosiddette linee guida di best practice, con una lente ortho-k dal design italiano (Esa) e utilizzo di strumentazione tecnologica avanzata e necessaria per la progettazione e il monitoraggio, evidentemente associata ad una corretta compliance dei pazienti (attinenza alle istruzioni d’uso impartite dai professionisti ai portatori di lenti a contatto).

Su queste 23 mila applicazioni studiate e seguite per la stesura del lavoro scientifico i ricercatori, Bullimore et al. 2021, hanno valutato il tasso di incidenza di cheratite microbica (un’infezione grave a carico della cornea) ed è risultato statisticamente simile a quello con lenti a contatto morbide giornaliere (monouso), da sempre considerate le più sicure sul piano igienico e di riduzione del rischio infettivo.

A questo si aggiunge che tra i vari approcci, ottici e farmacologici, validi per il controllo della progressione miopica, l’ortocheratologia vanta, senza possibilità di smentita, il più elevato follow up in termini temporali a supporto della sua efficacia nel rallentare significativamente il peggioramento della miopia.

L’obiettivo della ricerca è stato stimare l'incidenza della cheratite microbica (grave infezione a carico della cornea) nei bambini che indossano lenti per ortocheratologia notturna, il database dei pazienti analizzati è di proprietà di un centro clinico a Mosca in Russia.

I ricercatori per tirare le somme statistiche di questo interessantissimo quesito hanno selezionato 1.368 cartelle cliniche di 13 cliniche “Doctors Lens” estrapolando l’intero database. Per identificare i casi di cheratite microbica, sono stati registrati e giudicati da tre oculisti esperti tutti gli episodi di cheratite infiltrativa registrati presso il “Morozovskaya City Children's Clinical Hospital” nell’anno 2018. L'incidenza della cheratite è stata calcolata dividendo il numero di casi d’infezione corneale per il numero stimato di portatori di lenti a contatto ortho-k.

Analizziamo insieme i risultati, sono state contate e studiate 23.049 applicazioni di ortocheratologia notturna tra il 2010 e il 2018. Su 1.368 casi sottoposti alla valutazione scientifica, 1.078 (79%) avevano meno di 18 anni al momento della prima applicazione di lenti ortho-k.

Calcolando un tasso di interruzione d’uso delle lenti del 7% o 10%, il numero stimato di bambini che non hanno interrotto ed hanno indossato le lenti con continuità nel 2018 è stato rispettivamente di 10.307 o 9.422. Sempre nel corso del 2018 si sono verificati 139 casi di cheratite infiltrativa corneale nei bambini e 45 sono stati giudicati come cheratite microbica (32%). Di questi, 20 casi sono stati associati all'uso di lenti a contatto (44%): 15 portatori di lenti morbide (33%) e 5 portatori di ortocheratologia notturna (11%). Sulla base dei 5 casi riconducibili alle lenti ortho-k e ipotizzando un tasso di interruzione del 7% o del 10%, l'incidenza annuale è di 4,9 (intervallo di confidenza al 95%: 2,1-11,4) o 5,3 (IC al 95%: 2,3-12,4) su 10.000 pazienti.

Dallo studio si può concludere che l'incidenza della cheratite microbica nei bambini che indossano lenti a contatto per ortocheratologia notturna è inferiore rispetto a un precedente studio condotto negli Stati Uniti e simile ai tassi associati all'uso di lenti a contatto morbide giornaliere da sempre considerate le più sicure sul piano igienico.

Grazie a questo straordinario lavoro, sia sul piano della rilevanza matematica statistica dei risultati associata al più ampio campione analizzato nella storia della contattologia avanzata, non dobbiamo né vogliamo ridurre il livello di guardia relativo al corretto uso e manutenzione delle lenti a contatto associato al rispetto rigoroso del calendario delle visite oculistiche e optometriche fondamentali per monitorare lo stato di salute oculare e il corretto e sicuro andamento dell’applicazione, ma possiamo affermare senza dubbio e fortemente supportanti da una potente evidenza scientifica che l’ortocheratologia è una pratica sicura ed efficacia, prescrivibile e consigliabile con particolare riferimento in età pediatrica per la correzione e il rallentamento del peggioramento della miopia.

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